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Diario


15 novembre 2009

Dalla Nanoscienza alla Nanoarte

Artblog sarà presente in Francia, a Parigi (presso la Sorbonnne e il Campus Curie, giovedì 19 novembre), nell'ambito del progetto Nanoarte (https://www.youtube.com/user/nanoscienceart).



Forniremo rapporti e visioni dal vivo.


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19 gennaio 2009

Rivisitato e scorretto: Gino De Dominicis


Gino De Dominicis, 1963 - Still Video

Se Gino De Dominicis avesseeccezionalmente acconsentito, in vita (perché è nota come la solaipotesi saltò per non essere stato egli assecondato, negli anni Novanta,nella richiesta molto ecologica e poco stravagante di viaggiare in nave),ad una sua mostra al PS1 di NewYork, Roberta Smith avrebbe fatto le medesime considerazioni di oggi sul NYT?
Di sicuro o con molta probabilità Smith avrebbe fatto le medesime riflessioni, pervenendo a conclusioni pressoché simili, se GDD fosse stato ancora in vita. Non sembra provenire dunque da condizioni postume il coraggio che ha indotto la giornalista, critica del NYT, a considerazioni di un certo peso e portata.

Tuttavia,la lettura in salsa rosa dell’artista marchigiano che in tutto e pertutto ha riflettuto il disagio e la schizofrenia del suo tempo, sembraattendibile, nel senso che ha del vero e del falso allo stesso tempo.
Come dire:
a) che Gino De Dominicis sia stato la riedizione di artisti come Dalì o Bayersin una veste tutta italiana e che di conseguenza sia stato percepito,in parte, come un "fenomeno da baraccone", non è una lettura anomala néinfondata, altri oltre alla Smith hannoavuto modo di sostenere cose simili in precedenza. E' dunque ipotesirealistica. Più sconcertante e deludente è l'dea, tendenziosa, invece, di decadenza assunta come filo conduttore del profilo dell’artista;
b)che ciò sia poi conseguente ad un contesto, di certo decadente altresìprovinciale dell'Italia, durante tutta la seconda metà del Novecento, èancora altra considerazione ineluttabile. Forse il vero dito nellapiaga è l’esame di un’Italia senza identità politica, priva di progettisull’arte, che ha registrato solo la crescita di interessi lobbistici emanipolatori fra galleristi, mercanti, case d'aste, fiere, musei,critici ed editori. Un processo tuttora in corso.

Di fronte ad un simile apparato, come può un genio o un artista del nostro tempo non rispondere in modo anomalo?
Rimandando volentieri ad altra sede gli aspetti oppressivi del sistema-italia dell’arte, di sicuro le considerazioni della Smith non sono meno vere per l’America, altresì decadente nella sua totalità oggi. GliStati Uniti, è noto, non vivono tempi migliori, se solo si pensa come iltestimone dell’arte stia per passare interamente al Giappone, alla Cinae anche all’India, culture in larga espansione e con un nuovosogno da regalare al mondo. E questo non certo per dire che le analisi di Smith siano considerazioni inattuali, ma solo per ribadire conla medesima che la decadenza è nell’aria, oggi più che mai.Diversamente, come potrebbe accadere che una critica si riduca a tali,o simili considerazioni? E’ vero che il sistema economico vive di leve eche la polemica servirà a far lievitare (o diversamente a deprimere) ilmercato attorno a GDD. Ed è altresì vero che la mostra al PS1 non èesaustiva, né rende merito vero alla produzione e alla reputazione delnostro artista, di conseguenza è tutto molto riduttivo, per cui uncritico può anche avere difficoltà serie ad entrare, anche solo inparte, nelle logiche delle lobby.

Per GDD, la cui opera rimane pur sempre una sintesi formidabile tra concettuale e nuova figurazione
ovvero un ibrido, non sottoposto a compromessi, ritengo che occorraattendere, mentre si attingeranno nuove e ulteriori informazioni o sicercheranno approfondimenti, dettagli, magari proprio entrando conspirito più devoto nella sua risata, in quella sua opera isterica e inquietante intitolata “D-Io”. Quella risata è anche la prima risposta a tutticoloro che hanno desiderato approfittare della sua naturale "uscita discena", per una mostra a NYC.
Quello che può veramente interessare di De Dominicis artista, oggi, sono altresì, oltre alle opere, il vissuto o la vita, che già in forma di gossip sarebbe più stimolante e proficuoindagare. La vita di GDD è un esempio perfetto di sovrapposizione, cercata e teorizzata, tra arte e vita. E proprio De Dominicis, che per lungo tempo ha lavorato sull’assenza, sul vuoto e sulla metafisica, lui, che forse amava la morte più della vita, che accarezzava l’anomalia, l’instabilità, la follia, andrebbe raccontato diversamente. E questo, in fondo, non certo per assecondare un sommario e depresso, altresì deprimente, compromesso tra mercato e storia... (Ad.Ma.)


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3 aprile 2008

Rappresentare il vuoto

Per nove mesi di seguito Artblog si è chiesto ripetutamente, prima di riprendere col solito ritmo: come rappresentare il vuoto istituzionale dell'Arte? Abbiamo quindi resistito e resistito, occupandoci d'altro, viaggiando in continenti emergenti, come l'India, e osservando la vita e l'arte altrove, dove si lavora e si vive anche del proprio lavoro. Abbiamo pensato che l'unico modo di dare senso al vuoto potesse essere interrompere le pubblicazioni giornaliere del diario, privare il tempo di ogni notizia, vera o falsa, sull'arte e il suo contorno. Sono accadute molte cose, nel piccolo mondo di Artblog, mentre al restante mondo dell'arte è accaduto davvero poco... Tutti sono sopravvissuti, forse qualcuno è anche morto, qualche altro si sarà ammalato... A noi è capitato di tutto. Per questo Pensiamo d'essere cresciuti, dentro e fuori.  




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Solo on-line all'indirizzo:
http://www.mum.org/index.html

foto: Judy Chicago in 
Red Flag,
Photolithograph (51/94), 20"x 24,
" printed from aluminum plates",
  1971

2005 
Wang_Yi blog
Reporters sans frontières denuncia che la piattaforma cinese web Tianya ha oscurato il blog zhivago dello scrittore e intellettuale Wang Yi per ordine dell'ufficio internet supervisore, nella provincia di Haïnan (una zona a sud-ovest dello stesso Distretto).


2004 - Maurizio Cattelan

"Untitled", partic. installazione (p.zza XXIV Maggio, Mi)

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